Ma d’estate la tavola che fa? si veste o si sveste?

Ma d’estate la tavola che fa? si veste o si sveste?

Giugno è ormai iniziato e l’estate, nonostante i capricci metereologici , continua a farsi desiderare e come per tutte le cose, più non arriva e più viene desiderata. Come non desiderare in maniera irrefrenabile (io che sono “doppiamente” mediterranea) il caldo, anche quello….. più caldo…quello che ti porta via tutta l’umidità e il malumore invernale. E il sole che ti regala colore e calore ; e il mare….il mare ..il mare …il mare Ora chiarito ancora una volta la mia propensione genetica per il caldo ed il mare, la domanda cui occorre dare in questa sede una risposta è: ma la tavola d’estate si veste o si sveste? E la risposta immediata, da dare prima di entrare nei dettagli , è : “la tavola è umorale: a secondo delle giornate è seria; è allegra; è vestita seguendo un dress code ineccepibile; è allegramente desnuda. Insomma può vestirsi o svestirsi”. Come le pare. Come vi pare. Procediamo analiticamente, ma, per maggiore chiarezza ed ordine, dividiamo le possibilità “indumentali” della tavola in due main categories: 1) Tavola vestita 2) Tavola svestita/denudè/desnuda Premesso che, per onestà intellettuale, non potrò prescindere dall’essere influenzata dai miei gusti personali, cercherò di essere il più open mind possibile e di suggerire anche possibilità che non amo particolarmente, ma che oggettivamente possono arricchire il “guardaroba estivo “ della tavola. Tavola vestita: beh partiamo con un ritmo moderato andante per poi arrivare ad un ritmo trionfale (avete capito il tono politically correct, l’allegoria usata per non dichiarare spudoratamente le mie preferenze…?) La tavola vestita necessita di una tovaglia ben stirata di cotone o di lino ( e già...

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La Ceramica di Hans Fischer: pezzi unici di surrealtà

La Ceramica di Hans Fischer: pezzi unici di surrealtà

Hans Fischer è un grande artista nel campo della scultura e della ceramica. Si esprime con uno stile unico che ha perfezionato negli anni , studiando e lavorando in diversi laboratori  in Germania e nel sud Italia. Le  opere dell’artista sono state esposte in molte gallerie e musei in Germania, Italia e Giappone riscuotendo grande successo di critica e del pubblico e vincendo numerosissimi concorsi /premi internazionali. Nel campo della ceramica, ogni sua opera è interamente fatta e dipinta a mano ed è realmente un pezzo unico. I suoi piatti, vassoi, ciotole hanno una grande forza impattante: colpiscono direttamente occhi , mente ed anima. La  pittura  dell’artista è d’impronta surrealista, fondandosi sulla rivalutazione dell’inconscio, dell’immaginazione e del meraviglioso come vera ed unica realtà umana. In maniera “elusiva” Fischer propone un percorso fatto di segni quasi allucinatori, apparentemente infantili, archetipi che riescono a cristallizzare pulsioni, desideri ed associazioni inconsce. Nella sua produzione ceramistica c’è una gioiosa rivalutazione delle forme dell’arte primitiva e spesso l’autore altera le proporzioni con l’emblematico intento di ridisegnare i confini del nostro tempo. Balena, Capriccio, Danza sono alcuni dei suoi piatti da portata che ci iniziano in un mondo di forme e colori in cui i disegni proposti a volte “ rappresentano” con decisione il soggetto . Altre volte invece , con grande ed abile discrezione, te lo fanno solo intuire lasciandoti libero di completarne ed interpretarne il contenuto . Le sue collezioni Terra, Venere & Marte sono decisamente oniriche, ma , è bene puntualizzarlo, si tratta di un’oniricità “ sofficemente colorata”, allegra, vivida, lucida grazie anche alle tinte utilizzate: verde, turchese, giallo, rosa. Sono colori...

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Rose, the Queen of flowers

Rose, the Queen of flowers

“ If Zeus had willed it so Tha o’er the flowers one flower should reign a queen, I know, ah well I know The rose, the rose, that royal flower had been! She is of earth the gem, of flowers the diadem; And with her flush The meadows blush Nay, she is beauty’s self that brightens” Sappho, C.600 B.C.   The rose may rank with the lily as the oldest of cultivated flowers. Unlike the chaste lily, which has only recently been  intermarried, the rose is a wanton,very happy to be polled by others and bring forth new forms and colors to tease and delight her admirers. Rose became the flower most hybridized and “improved “by gardeners , so that the number of garden varieties on the nursery lists runs into thousand. And more are still being added year by year. In 2015 there are more than 13.000 names of roses!!!! According with the World Federation of Roses Societies the thousands of named roses are divided into three broad groups: –WILD ROSES: into this first group are included both the truly wild roses and those garden forms that are inseparably associated with them ( 150 -200 variants) –OLD GARDEN ROSES: groups of horticultural origin that were already estabilished prior to the year 1867, when“ La France” was seen to be the firts of what we now see as the Modern Roses. MODERN ROSES: the predominant roses of today that are still, unlike the Old garden roses, in active development by hybridists. WILD ROSES : numbering between 150 and 200, Wild Roses originated in the northern hemisphere, but now are...

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Una vita… di rose

Una vita… di rose

Sono nata a Febbraio, che di certo non è il mese della rosa, ma sono stata concepita a Maggio che è il mese della rosa e quindi amo pensare che, dai, non poteva esserci un imprinting più forte per me. Rosa. Solo a scrivere, anzi solo a pensare a questo nome, mi riempio di dolcezza e di ricordi . Tanto da poter dire che tutta la mia vita è una rosa ( a volte spine comprese). Il primo ricordo nitido mi riporta a tre anni , quando in un bellissimo balcone greco, al tramonto di una giornata rinfrescata dalla brezza salmastra del mare, mia nonna mi insegnò a tagliare una rosa inglese. Timidamente la tagliai ( proprio con quelle forbicine leziose molto country chic che ora vanno alla stragrande su tutti i blog ) e guidata dal sorriso indimenticabile di mia nonna la aggiunsi a quelle tagliate con sicurezza da lei e le mettemmo in un bellissimo vaso di peltro : rose gialle, bianche, rosa , rosse, con le loro lucide foglie ed un profumo che mi ricordava il miele. Triantafillo ( trenta foglie ) questo è il nome greco della rosa: un nome che esprime la grandiosità del fiore, gli innumerevoli petali i che lo compongono e che girano, girano intorno al suo centro, a farne da corona. E a proposito di profumo, di miele e di ricordi, con che felicità mangiavo a colazione e a merenda la marmellata di rose fatta dal convento delle monache di clausura vicino casa! Una vera e propria ghiottoneria che mi portava a non prendere neppure in considerazione le altre marmellate di...

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Arredamento e Cucina Country Chic: Quello che Devi Sapere

Arredamento e Cucina Country Chic: Quello che Devi Sapere

Le ultime tendenze in arredamento hanno visto una forte diffusione dello stile country chic, spesso mescolato allo stile shabby col quale ha molti aspetti in comune; non è infatti un caso che molti blog e riviste specializzate si dedichino contemporaneamente ad entrambi gli stili, il country chic e lo shabby chic. Abbiamo già dedicato un post alla tavola e ai complementi per la cucina shabby, mentre in questo articolo vogliamo approfondire le caratteristiche dello stile country chic e spiegare come possiamo portarlo in tutti gli ambienti della casa e in particolare in cucina. Se l’arredamento country è ben rappresentato in Italia dallo stile Toscano, l’arredo country chic trae molta ispirazione dallo stile anglosassone, in particolare dei cottage inglesi, e da quello nordeuropeo, in questo caso soprattutto mescolandosi all’elegante stile gustaviano. Fantasioso, colorato e romantico, il country chic, pur radicato nella tradizione, non è affatto un arredamento “da vecchia zia” ed anzi è apprezzato soprattutto dalle persone più giovani. Il country chic, infatti, oltre a rendere la casa calda e accogliente, permette di sbizzarrire la fantasia con decori, colori, pizzi e merletti: difficile non innamorarsene! Fantasie e Colori dello Stile Country Chic L’arredamento country chic non è l’ideale per i minimalisti; se infatti prevede anche colori neutri (in particolare il beige, l’avorio e il panna) richiede anche tocchi di colore più vivaci come il rosa, l’amaranto, il bordeux, il verde nelle sue tonalità più naturali. Quasi superfluo dirlo: al bando i materiali sintetici e le forme molto squadrate; ma soprattutto il country chic è il regno delle decorazioni: quadretti, cuori e piccoli fiori non possono mancare in un ambiente così romantico. Mobili e Complementi d’Arredo dello Stile Country Chic Come lo shabby, anche...

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